Bruce a Trieste: Teatro Romano

 

TeatroRomano-anni-80Il Teatro Romano sorge ai piedi del Colle di San Giusto, dietro Piazza Unità d’Italia, e costituisce una delle più suggestive impronte dell’antica Tergeste romana. Il teatro (I-II sec. d.C) destinato a ospitare migliaia di spettatori, è stato edificato quasi interamente in muratura, ad eccezione del palcoscenico che doveva essere in legno.

Individuato già nel 1814 da Pietro Nobile grazie al nome del borgo che era sorto sopra, Rena Vecia (Arena Vecchia), venne portato alla luce solo nel 1938 in seguito ai grandi lavori di demolizione e di riqualificazione urbana.

Le statue ornamentali e le lapidi che decoravano il teatro sono ora all’Orto Lapidario (Civico Museo di storia ed arte)

Da Discover Trieste,  Cose da fare / We Are Trieste / Teatro Romano

L’anfiteatro di Trieste nella storia

In riva al mare, nella estremità inferiore del colle di S. Giusto, i Romani costruirono un grande teatro capace di contenere 6.000 spettatori.
La pendenza del colle venne utilizzata come nei teatri greci ma soltanto parzialmente perché è quasi interamente un’opera muraria. La parte più alta delle gradinate e il palcoscenico erano in legno. Molto poco è rimasto: soltanto il basamento della parte fissa della scena e le basi in muratura dei pilastri del portico. Al Civico Museo di Storia e Arte sono conservate le statue ornamentali. In tre iscrizioni dell’epoca di Traiano compare il nome di Q. Petronius Modestus, un personaggio legato al teatro del tempo e trova conferma la data della costruzione del teatro intorno alla seconda metà del I sec.

Teatro Romano Trieste Scavi

Come per gli altri monumenti romani subì la spoliazione delle pietre pregiate e già pronte ad altri usi. Divenne così il solido fondamento delle case che si costruirono sopra. Pietro Nobile, architetto neoclassico e studioso delle antichità locali, lo individuò nel 1814 guidato anche dal nome del luogo “Rena vecia” (Arena vecchia).
Scavi (1980-86) sono stati effettuati nella zona retrostante il teatro, lungo via Donota e le sue adiacenze. Sono venute in luce sotto il probabile corso delle mura augustee, ipotizzato lungo l’attuale via Rota, imponenti stratificazioni di terreno argilloso interpretabile come il risultato di opere di terrazzamento, anche per la presenza di una serie di muri di contenimento.

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Immediatamente a valle, a ridosso del muraglione di sostegno di via Donota, sono apparsi alcuni ambienti artigianali, la cui destinazione d’uso non è chiara. Il materiale fittile costituisce la maggioranza dei rinvenimenti; ne emerge una particolare ricchezza di ceramiche fini da mensa importate da area microasiatica, databili fra la metà del I sec. e gli inizi del II, fatto che apre nuove prospettive per lo studio del ruolo di Tergeste nei traffici con l’oriente mediterraneo.

La curiosità

Gli spettatori di un tempo dovevano avere uno spettacolo oggi quasi in immaginabile come sfondo delle rappresentazioni, perché il mare, a quell’epoca, giungeva fino a lì, a ridosso del teatro. Nessun edificio a coprire l’orizzonte e tantissima natura ancora in gran parte non assoggettata all’uomo.

Ipotesi di ricostruzione digitale:

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Riflessioni e pensieri

Ultimo fumetto della serie speciale #Calling2016! Non abbiamo lasciato nulla al caso in questa brevissima serie di articoli alla scoperta della città. In questa ultima vignetta, Bruce canta energico assieme Clemons, amico di sempre purtroppo scomparso, che abbiamo pensato di omaggiare in questa quinta edizione del Trieste Calling The Boss proprio a cinque anni dalla sua scomparsa.

Abbiamo scelto una parte del brano “American land” che a suo modo descrive come l’America sia sta stata costruita dagli immigrati di ogni dove, da una società multiculturale.
Trieste con la sia condizione di terra di confine, motivo di ricchezza culturale tanto quanto di frizione continue, è per vocazione mitteleuropea e multiculturale, crocevia da sempre ed esempio di convivenza tra etnie e religioni, una questione che oggi siamo tenuti più che mai ad affrontare.

” … nel cuore della città potrete trovare ovunque tracce della città antica e della sua vocazione multiculturale … ”
“there’s treasure for the taking
for any hard working man
who’ll make his home”

 

CI VEDIAMO STA SERA !

 

 


Le meravigliose tavole di Fabrizio Di Nicola, in arte Pluc, ci accompagneranno in questa fantastica edizione 2016, con Bruce alla scoperta della nostra splendida Trieste!

● BIO: Fabrizio Di Nicola e Marco d’Angelo sono rispettivamente, disegnatore e sceneggiatore di Bruce Springsteen – Spiriti nella notte, una biografia a fumetti di Bruce Springsteen, il boss della musica rock. Una cavalcata attraverso la sua vita, i suoi successi e i suoi momenti bui; una scorrazzata attraverso le strade del New Jersey, tra corse automobilistiche e locali fumosi.

● QUANDO: Non solo i suoi fumetti –  sabato 23 aprile alle 15:00, ci sarà la presentazione del libro presso lo Stabilimento Ausonia

 

Bruce a Trieste: in cima a Molo Audace ascoltando il richiamo della Bora

 

Il molo

Per me al mondo non v’ha un più caro e fido
luogo di questo. Dove mai più solo
mi sento e in buona compagnia che al molo
San Carlo, e più mi piace l’onda e il lido?
…..
(U. Saba w1-4)

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Nei versi di Saba, forse, c’è modo migliore di spiegare in breve cosa rappresenti per chi vive in città – non necessariamente un triestino – questo Spazio che non è solo un molo panoramico dalla vista mozzafiato in pieno centro città.
E anche chi viene da fuori, lo nota immediatamente: un molo lungo 246 metri, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia. Un posto che spinge al passeggio anche il più pigro, il molo chiama. Ad ogni modo, qui potrete osservare la città e la sua magnifica piazza affacciata sul mare, ma anche moltissimi altri palazzi storici della rive: La chiesa di San Nicola, il Palazzo Carciotti (quello con la caratteristica cupola), il Palazzetto Rosso di Berlam, e molti altri.

Un po’ di storia

1200px-Molo_Audace_1854Nel 1740 affondò nel porto di Trieste, vicino alla riva, la nave San Carlo. Invece di rimuovere il relitto, si decise di utilizzarlo come base per la costruzione di un nuovo molo, che venne costruito tra il 1743 ed il 1751 e fu intitolato appunto a San Carlo – primo nome del molo. Allora il molo era più corto di come si presenta oggi; misurava infatti solamente 95 metri di lunghezza ed era unito a terra tramite un piccolo ponte mobile di legno. Al molo san Carlo attraccavano allora sia navi passeggeri che navi mercantili, con gran movimento di persone e di merci.

Nel 1778 venne allungato di 19 metri e nel 1860-1861 di altri 132 metri, raggiungendo così l’attuale lunghezza di 246 metri. Anche il ponte venne eliminato, congiungendo il molo direttamente alla terraferma.

Il 3 novembre del 1918, alla fine della prima guerra mondiale, la prima nave della Marina Italiana ad entrare nel porto di Trieste e ad attraccare al molo San Carlo fu il cacciatorpediniere Audace, la cui ancora è ora esposta alla base del faro della Vittoria. In ricordo di questo avvenimento, nel marzo del 1922il molo venne ribatezzato, con l’attuale nome, Audace, ed all’estremità del molo stesso nel 1925 venne eretta una rosa dei venti in bronzo, con al centro una epigrafe che ricorda l’approdo, e sul fianco la dicitura “Fusa nel bronzo nemico III novembre MCMXXV”. La rosa, sorretta da una colonna in pietra bianca, sostituì una precedente rosa dei venti tutta in pietra. La data MCMIL incisa sulla colonna ricorda il ripristino della stessa dopo il danneggiamento subito durante la seconda guerra mondiale.

Nel tempo, con lo spostamento dei traffici marittimi in altre zone del porto, il molo Audace perse progressivamente la sua funzione mercantile. Oggi, durante tutto l’anno vi attraccano saltuariamente solo imbarcazioni di passaggio, e solo per una settimana all’anno lo potrete vedere completamente costeggiato da imbarcazioni a vela attraccate l’una al fianco dell’altra, durante la Barcolana!

Il molo è rimasto così un frequentato luogo di passeggio, una passerella protesa sul mare dall’indubbio fascino, che completa la passeggiata sulle rive ed in piazza Unità d’Italia. Se siete fortunati potreste godere di una giornata di sole e bora.

La bora

Trieste e la bora, un binomio inscindibile. Trieste è la città della bora e la bora è il vento di Trieste.

La bora è un vento catabatico, che soffia nel golfo di Trieste con direzione E-NE. È un vento discontinuo, soffia cioè a raffiche (refoli) alle volte molto forti.
La bora a Trieste viene chiamata bora scura in presenza di cielo coperto, pioggia o neve oppure bora chiara se il cielo è sereno.

Quando arriva, Trieste si risveglia percorsa da un fremito intenso. I triestini la amano e la soffrono ma non possono stare senza e se manca la invocano. È un elemento essenziale per questa città forse perché scatena emozioni vere, totalizzanti, intense di fronte alle quali pochi possono restare indifferenti.
La luce diventa cristallina, il mare schiaffeggiato acquista riflessi e sfumature incredibili! Se è invernale, le sue sferzate ti lasciano senza fiato, il suo ululato ti dà la misura della sua intensità: insomma è energia allo stato puro, e pare quasi che tu possa incamerarla, assorbirla.

Molti dicono che i triestini sono tutti matti perché hanno la bora. Certo è che se non ci fosse sarebbero diversi. La bora di sicuro agita le menti, elettrizza, non a caso imborezà  è un termine dialettale che indica un soggetto agitato ma non in senso negativo, perché la bora è allegria, è leggerezza, è bellezza assoluta.

Trieste – e in particolare Molo Audace – sferzata dalla bora è di una bellezza unica!

Scrittori e poeti di ogni genere hanno dedicato versi, brani a questo vento, quasi fosse un personaggio in carne ed ossa, ma in effetti forse è ancora di più, è il respiro di Trieste.

Da Discover Trieste, Cose da fare / We Are Trieste / La bora

img_gallery2Curiosità:

Esiste a Trieste un “Museo della Bora” – Il Magazzino dei Venti • Progetto BORA Museum ® È Lo spazio del vento e della fantasia

Inaugurato nel 2004, più che un museo, è uno spazio curioso. È il laboratorio, la vetrina di un’idea: quella di creare a Trieste il Museo della Bora e del Vento. La bora è una delle caratteristiche più famose della città, e merita di essere celebrata in un posto speciale che prima o poi nascerà. Questo luogo vuole essere un “museo in progress” per prendere confidenza con il Progetto Bora Museum, in una dimensione intima e raccolta. È il museo “in piccolo”.
Se non siete di Trieste è un logo da verdere anche in compagnia dei più piccoli: http://www.museobora.org/

 

 


Le meravigliose tavole di Fabrizio Di Nicola, in arte Pluc, ci accompagneranno in questa fantastica edizione 2016, con Bruce alla scoperta della nostra splendida Trieste!

● BIO: Fabrizio Di Nicola e Marco d’Angelo sono rispettivamente, disegnatore e sceneggiatore di Bruce Springsteen – Spiriti nella notte, una biografia a fumetti di Bruce Springsteen, il boss della musica rock. Una cavalcata attraverso la sua vita, i suoi successi e i suoi momenti bui; una scorrazzata attraverso le strade del New Jersey, tra corse automobilistiche e locali fumosi.

● QUANDO: Non solo i suoi fumetti –  sabato 23 aprile alle 15:00, ci sarà la presentazione del libro presso lo Stabilimento Ausonia

 

I luoghi del Festival: Teatro Miela e La Casa del Lavoratore Portuale

Il Teatro Miela

photo0jpgLa sede del Teatro è l’ex Casa del Lavoratore Portuale. Il Teatro Miela è stato creato nel 1990 dalla Cooperativa Bonawentura che tuttora ne gestisce lo spazio e la programmazione.

La Casa del lavoratore portuale venne eretta in base al progetto dell’architetto Giuseppe Zaccaria sul fondo in precedenza occupato dalla vecchia pescheria – che venne spostata lungo le rive in quello che attualmente è il “Palazzo degli Incanti”. Nel settembre del 1938 Mussolini ne pose la prima pietra della Casa, nonostante in effetti mancasse ancora l’approvazione da parte del Comune che avvenne soltanto qualche mese più tardi. I lavori si protrassero fino al 1942 a causa di numerose diatribe a proposito della questione estetica dell’’edificio più che a questioni tecniche.

L’immobile, ora Casa del Cinema e sede del Teatro Miela, si presenta come un efficace esempio di architettura razionalistica e s’inserisce nell’ambito del progetto urbanistico di risanamento delle Rive messo in atto nel periodo del Regime.

Attualmente rientra ne “I luoghi del cuore” segnalati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Trieste e il Cinema

Lo sapevate che a Trieste sono stati girati più di duecento film? E che in città si organizzano cinque festival cinematografici internazionali? Che qui Tino Ranieri ha avviato, nel 1957, l’insegnamento di Storia del Cinema più antico d’Italia? 

La Casa del Lavoratore Portuale oltre al Teatro Miela è sede della Casa del Cinema. Il progetto della Casa del Cinema nasce dalla collaborazione fra la Provincia di Trieste e l’associazione “Casa del Cinema”, fondata nel 2009 da sette soggetti: Alpe Adria Cinema, Anno Uno, APCLAI, La Cappella Underground, Maremetraggio, la Film Commission FVG e la cooperativa Bonawentura. La sede è la ex Casa del Lavoratore Portuale. [approfondisci > Il legame tra Trieste e il Cinema ]

La storia dell’edificio

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E’ il Regio Ufficio del Lavoro Portuale ad ordinare la costruzione de La Casa del Lavoratore Portuale, insieme al Sindacato Fascista Lavoratori dei Porti e alle compagnie portuali Lino Domeneghini, Odoardo Huetter, Tommaso Gulli e Ettore Saletnig che ne diverranno successivamente proprietarie.

La progettazione viene affidata all’ingegnere civile Giuseppe Zaccaria (1900-1976), allora funzionario presso i Pubblici Magazzini Generali di Trieste, l’attuale Autorità Portuale. L’idea di fondo è quella di costruire un elemento di raccordo con il magazzino doganale ferroviario, in un’ area strategica del Porto Vittorio Emanuele III, crocevia di traffici ferroviari, marittimi e viari. Il lotto individuato, originariamente ospitava la pescheria, poi demolita e trasferita nel 1911 nell’edificio realizzato a firma di Giorgio Polli, lungo la Riva Nazario Sauro.

La gestazione del progetto è piuttosto lunga, anche per i frequenti blocchi imposti dalla Commissione edilizia comunale che tendevano a limitare l’utilizzo di materiali come cemento armato e il ferro, per i quali era necessario rivolgersi direttamente al Ministero dell’Interno. In una lettera indirizzata nel luglio del 1938 al podestà Enrico Paolo Salem, il Regio Commissario dei Magazzini generali Carlo Perusino manifesta il proposito di avviare il cantiere con la posa della prima pietra in occasione dell’imminente visita del Duce a Trieste.

Tuttavia, nonostante l’urgenza manifestata, il progetto richiede ancora diverse revisioni, in particolare per la soluzione delle facciate, con la richiesta da parte dei tecnici comunali di “ristudiarle”, ponendo attenzione alla geometria degli elementi lapidei del rivestimento da armonizzare con le aperture e la parte conclusiva dei cornicioni che, si chiede, venga “alleggerita” eliminando i pilastrini. L’avvio dei lavori avviene il 18 settembre 1938, con una sbrigativa cerimonia ufficiale alla quale partecipa Benito Mussolini, impegnato contestualmente nei cantieri della Casa del Fascio, dell’edificio del Rettorato dell’Università, della casa dell’ONB e all’inaugurazione del Banco di Napoli.

Il rilascio del nullaosta alla costruzione viene concesso il 15 giugno 1939. I lavori partono il successivo 2 luglio per un costo complessivo previsto di 3.000.000 di lire. L’abitabilità viene rilasciata, dopo il necessario sopralluogo commissionale, il 7 agosto 1942.

Da Casa del Cinema, Cultura e valorizzazione dei beni del territorio, su http://www.provincia.trieste.it/

Il Teatro Miela ospiterà due serate eccezioni del festival

Venerdì 22 Aprile – Sabato 23 Aprile

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INFO Biglietti

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INFO Biglietti

Interviste brevi ai protagonisti: Jolly del Folk e Federica Corridore

 

1. Che concerto porti al Trieste Calling The Boss 2016?
All’evento portiamo tre brani di Springsteen rielaborati secondo il nostro stile con l’uso di alcune sonorità particolari come di solito ci piace fare. Inoltre ci mettiamo alla prova con un ospite come Federica che con la sua voce ha già fatto impazzire il Café Rossetti poche settimana fa.

2. Cosa ti aspetti da questo festival e perché il pubblico non dovrebbe perderselo.
Poter trasmettere la passione del Boss attraverso la nostra passione è una bella sfida. Noi ci aspettiamo di divertirci e di farvi divertire. Questo festival rappresenta un modo alternativo per ascoltare buona musica e nel contempo conoscere nuove band.

3. Piccolo spazio promozionale: puoi usarlo per raccontarci una novità della tua attività musicale.
La più importante promozione di una band per noi è la musica stessa che si suona e che si compone. Solo attraverso i live si riesce a trasmettere chi siamo e come suoniamo. Più che raccontarvi qualcosa su di noi vi invitiamo a venire ad ascoltarci, sia questo giovedì così come nel prossimo concerto del 25 aprile.
Seguiteci su fb per sapere tutte le novità https://www.facebook.com/jollydelfolk
Per conoscere meglio Federica Corridore seguitela con i Not Wise Acustic Band https://www.facebook.com/notwise

Interviste brevi ai protagonisti: Powlean

 

1. Che concerto porti al Trieste Calling The Boss 2016?
Al Calling the Boss presenterò il mio nuovo album in italiano intitolato “Rocce”, sarà uno spettacolo da solista, di solito costruisco le basi con la loop station.

2. Cosa ti aspetti da questo festival e perché il pubblico non dovrebbe perderselo? 
Da questo festival mi aspetto la partenza gloriosa del tour Rocce, il pubblico non dovrebbe perderselo perché si tratterà di una “prima” esclusiva! Prima volta anche la mia presenza al Festival di Trieste, al quale sono onorato di partecipare e con l’occasione son sicuro di incontrare vecchi amici e colleghi!
Spero sia una vetrina per farmi conoscere, anche in Italia. Son ormai 8 anni che ho lasciato Trieste e mi rendo conto di esser un pochetto fuori dal giro.

3. Piccolo spazio promozionale: puoi usarlo per raccontarci una novità della tua attività musicale.
Trieste sarà la prima tappa del tour italiano che coprirà le zone di Rimini, Roma, Bologna e Torino.
Per maggiori informazioni relative alle date italiane sarà consultabile il sito ufficiale
www.powlean.com e/o canali social correlati.

I luoghi del Festival: Café Rossetti, nel cuore del “Politeama”

Café Rossetti

Nato dove un tempo sorgevano le falegnamerie del Teatro Rossetti, il Café Rossetti è nel cuore del Teatro stesso.

L’eleganza delle sue pareti (vi sono le gigantografie di 101 celeberrimi attori che hanno calcato il palco del Teatro) e la sua particolare struttura a terrazze lo rendono un camaleonte pronto a trasformarsi di ora in ora: dalle colazioni con croissant caldi, passando per la pausa thé o caffè di chi acquista un biglietto a Teatro si arriva a pranzo dove primi piatti ed insalatone biologiche la fanno da padroni. E dopo un aperitivo potreste imbattervi in uno dei tantissimi concerti live – come la serata di apertura del Calling The Boss 2016 😀 tanto per citarne alcuni!

 

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Il Politeama Rossetti, un passato poliedrico

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 1954 è uno dei più antichi Teatri Stabili nazionali, e fra i Teatri Stabili pubblici italiani è riconosciuto come uno dei più prestigiosi e importanti. Il Teatro ha sede in un edificio costruito nel 1878 in stile eclettico – che è un teatro storico, ma per propria natura adatto ad ospitare una notevole varietà di generi spettacolari diversi: particolarità questa che tuttora – grazie anche agli interventi di modernizzazione tecnica delle prestazioni del palcoscenico effettuate negli anni – rappresenta una grande potenzialità per lo Stabile.

Curiosità, che sfuggono spesso anche ai frequentatori locali

Come vuole la parola stessa “politeama”, il Rossetti nella sua ormai lunga storia ha ospitato un enorme numero di spettacoli e di eventi, dei generi più disparati.

Nei primi anni (e fino agli anni ‘30) la musica fu grande protagonista sul palcoscenico del Politeama con concerti sinfonici, opere liriche e operette (vi diresse addirittura Franz Lehar, nel 1927). Oltre a ciò, spettacoli di prosa (in stagioni piuttosto regolari fin dai primi del Novecento) si alternarono a rivista musicale, esibizioni di circo equestre, cinema muto e film sonori, incontri sportivi di boxe e lotta greco-romana, conferenze letterarie e comizi politici, concerti di musica leggera e feste danzanti (che prevedevano lo svuotamento della platea, che si trasformava in immensa e romantica sala da ballo).

Per gli spettacoli equestri la platea era svuotata e c’era anche la possibilità di “allagarla”. Si allestivano spettacoli con acrobati e addirittura si fingevano battute di caccia al cervo (le cronache dei giornali riportano spesso degli incidenti agli atleti e il debutto di un famoso circo equestre al Rossetti slitta di una settimana per la morte dell’Imperatrice Sissi).
Per la lotta un ring sul palcoscenico: nel 1921 vi si affrontano Nono Darnoldi (triestino) e il cecoslovacco Mrna (lotta libera). Altro campione di lotta ammirato è Giovanni Raicevich (che nel 1926 si batte col campione russo Ivan Romanoff).
Nel 1905 si organizza un memorabile ballo mascherato a tema “Dante all’Inferno” con splendide decorazioni. Ne seguiranno altri, come “Palazzo Ducale” nel 1906, e “Venezia” nel ‘12 che trasforma tutta la sala con fastosi addobbi in scorci veneziani, c’erano poi i “Veglioni mascherati” in cui si raccoglievano fondi per la beneficenza e le poetiche “Feste dei fiori” che si tenevano il lunedì grasso e prevedevano una splendida decorazione floreale di tutto il Politeama: rappresentavano il momento di maggior eleganza del Carnevale triestino.

Per il cinema si faceva scendere in sala un grande schermo: nel 1914 si tenne così la proiezione di “Cabiria” (con la partecipazione alle sceneggiature del grande Gabriele D’Annunzio) e già prima (nel 1908) “La dannazione di Faust” di Méliès. Dal 1928 alla fine della guerra vi trovò sede l’Ente cinematografico di Stato che vi propose le migliori produzioni italiane e straniere.

Dal 1969 il Politeama è sede del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che oltre alle proprie stagioni di prosa, continua a ospitare eventi musicali come le stagioni della Società dei Concerti che vi si tengono tuttora. Lo Stabile regionale continua ad aprire la propria programmazione al Rossetti e, dopo l’ultimo restauro anche alla Sala Bartoli, a eventi diversi: non solo prosa ma anche danza, concerti, cantautori, musical e gli spettacoli delle marionette di Podrecca. Negli ultimi anni sono stati applauditi Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni, Gabriele Lavia e Kim Rossi Stuart, Mikhail Barishnikov, gli Stomp, Roberto Herlitzka, Gianrico Tedeschi,Roberto Bolle e molti altri artisti di primo livello.

Dal sito ufficiale del Politeama Rossetti, http://www.ilrossetti.it/

 

Al café Rossetti inizieremo questi fantastici 5 giorni all’insegna del Boss e della musica rock live!

Giovedì 21 Aprile

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Serata inaugurale dal risvolto folk e acustico ma con alcune venature più blues e pop. Un set iniziale di tributo al Boss eseguito da incantevoli voci femminili lascia poi spazio agli headliner della serata, la band indie/folk da Santarcangelo di Romagna: i Jarred, The Caveman.

Café Rossetti, ORE 20.30
FREE ENTRY
–> Possibilità di cena prima e durante il live, necessaria prenotazione tramite mail: associazione.tsrock@gmail.com o telefono 040 572446
# VOICES OF WOMEN – BOSS TRIBUTE SET #

★ FIORE
Fiore Lazzerini (Trieste, classe ’97) si presenta al pubblico in giovanissima età con l’omonimo “nome d’arte” Fiore. Studia chitarra classica e parallelamente sviluppa le sue conoscenze nell’ambito della chitarra moderna e repertorio moderno (nello specifico chitarra acustica). Affina ed approfondisce le sue tecniche compositive nell’ambito folk-pop e canzone d’autore e comincia ad esibirsi a 13 anni in diversi contesti locali.
Nel 2014 presenta al pubblico il suo EP e nel frattempo prosegue con le esperienze live nella sua città: Circolo Arci ” l’Officina”, Balcony TV, CXG (V|| edizione), Tetris-opening act per la cantautrice tedesca Alin Coen-, Sofar Sound (maggio 2015), Etnoblog-opening act per Maria Antonietta (giugno) e Rachel Sermanni (novembre).

★ FEDERICA CRASNICH
Pianista, un po’ chitarrista, scrive canzoni… e non pensa ad altri che a Bruce! L’avete conosciuta l’anno scorso assieme a due chitarristi, ma quest’anno ritorna più appassionata che mai sfidando il palco con il solo pianoforte… Preferisce far parlare la sua musica anziché delle note biografiche!

★ GABRY E MONTE
Gabriella Vatti inizia a cantare alla Scuola di Musica 55 di Trieste. Con Andrea Monterosso rielabora alcuni dei loro pezzi preferiti con un’impronta personale e creativa. Il feeling cresce fino a quando alcune musiche e poesie di Gabriella, rimaste nel cassetto fino a quel giorno, diventano canzoni. Monterosso ha studiato violino presso il conservatorio G. Tartini di Trieste, inoltre ha studiato chitarra (classica, acustica ed elettrica). Si è cimentato in vari progetti, dall’hardcore, metal, southern rock degli Sloth Machine alla irish music dei Wooden Legs, con cui ha realizzato due cd.

★ JOLLY DEL FOLK & FEDERICA CORRIDORE
Jolly del Folk è un duo di musiciste alla ricerca di esprimere la propria gioia di suonare. Creiamo musica nostra e riarrangiamo brani di musica folk e di cantautori. Il violino di Elisabeth e la chitarra di Irena si fondono nelle suonorità gitane e balcaniche e nei ritmi delle musiche popolari di vari paesi.
Il duo che sul palco tende a sembrare una piccola orchestra, cambiando più strumenti e giocando con gli arrangiamenti, in questo momento ha in attivo una serie di concerti a Trieste e dintorni.
Per questo evento la band si propone in collaborazione con Federica Corridore, cantante del panorama triestino conosciuta come la voce energica dei Smooth Over e dei Not Wise Band

★ DORINA: Cantautrice di origini albanesi, cresciuta a Trieste e residente ora a Monaco di Baviera, mastica e digerisce tonnellate di musica esplorando una varietà di generi: pop, lirica, rock, heavy metal, black metal, musica celtica, stoner rock… anche se dice: “è il blues che mi ha salvato la vita”.
Nel 2010 si fa conoscere dal grande pubblico nazionale con il talent show X Factor in onda su Rai 2, anche se le logiche dei talent non rientrano nelle sue corde. Ha collaborato spesso con Trieste is Rock: Light of Day Benefit Tour, in apertura a Dana Fuchs assieme alla Mike Sponza Band, ha duettato con Pino Scotto al Miela, ha duettato con Alejandro Escovedo durante il suo concerto in Piazza Verdi a Trieste.

★ ELIANA CARGNELUTTI: Giovane e grintosa cantautrice, chitarrista di ottima scuola, la nuova speranza del rock blues made in Italy. Vincitrice del Blues Guitar Contest 2010 a Pordenone e del titolo di miglior strumentista blues emergente italiana agli Oscar del blues 2013 di Modena, citata nel 2015 tra le migliori chitarriste rock blues internazionali agli americani Jimi Awards e nominata tra le migliori cinque donne chitarriste dell’anno 2015 dalla rivista americana Blues-E-News. Il suo ultimo cd prodotto è l’album “Girls with guitars 2015”, del progetto annuale Blues Caravan, registrato per la Ruf Records, a Nashville, con il produttore storico di Stevie Ray Vaughan e Santana, Jim Gaines.
# HEADLINER #

★ JARRED, THE CAVEMAN (from Santarcangelo di Romagna)
Nascono nel 2013 con Alejandro Baigorri (chitarra e voce), Matteo Garattoni (contrabbasso) e Luca Guidi (batteria); l’anno stesso esce l’ep «Back Into the Sinkin’ Ship». Nel 2015 la band pubblica «I’m Good If Yer Good» (prodotto da Antonio Gramentieri dei Sacri Cuori). Il disco presenta sonorità che affondano le proprie radici nel folk americano ma sfociano in atmosfere tipiche dell’ambiente indie contemporaneo: a scenari cupi e quasi claustrofobici si alternano spazi aperti e nitidi, momenti di spensieratezza sono contrastati da ritmi incalzanti e coinvolgenti.

Rumore
«… nel disco di debutto del trio romagnolo ci si incontrano Dylan, Springsteen, così come Will Oldham o i Great Lake Swimmers…».
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FREE ENTRY

Interviste brevi ai protagonisti: Afterglow

 

1. Che concerto portate al Trieste Calling The Boss 2016?
Un tributo al mitico Springsteen ma interpretato dall’animo rock degli Afterglow.

2. Cosa vi aspettate da questo festival e perché il pubblico non dovrebbe perderselo? 
Chiunque abbia visto le scorse edizioni sa che lo spirito e l’entusiasmo dei fan del boss è super! Una partecipazione del pubblico così sentita si vede poco volte. Il divertimento è garantito.

3. Piccolo spazio promozionale: potete usarlo per raccontarci una novità della tua attività musicale.
Potete ascoltare il promo album degli Afterglow su Rockit.it, vincitore del miglior disco ‘unsigned’ nel 2015 per la rivista Rock Metal Essence. Stiamo attualmente vagliando delle proposte di varie etichette discografiche quindi dopo il Calling the Boss stay tuned sulla nostra pagina facebook

Bruce a Trieste: due inevitabili passi lungo Canal Grande e un saluto a Joyce

 

Il Canal Grande

Realizzato fra il 1754 e il 1766 da Matteo Pirona, il Canal Grande, era uno degli elementi cardine del nuovo piano urbanistico che ha portato alla costruzione del Borgo Teresiano.

Nella zona occupata oggi dal Borgo Teresiano (da corso Italia a piazza della Libertà) un tempo c’erano le saline. L’area è stata interamente bonificata, ma i canali perpendicolari alla banchina furono oggetto di ampi studi. Si pensava infatti di escavarli maggiormente per ampliare la superficie navigabile della città e facilitare il carico/scarico delle merci direttamente dai magazzini fatti erigere sulle sponde, ma il progetto venne poi abbandonato e il Canal Grande rimase l’unico canale della città.

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Successivamente nel 1934 la parte finale del canale venne interrata con i materiali di risulta delle demolizioni attuate nelle zone del ghetto e di ciittà vecchia. Sul fondo del Canale giace anche una piccola nave torpediniera.

Il Canale è stato uno dei centri nevralgici della Trieste dell’Emporio. Lungo le sue sponde si affacciano tutt’ora i palazzi dei mercanti che hanno fatto grande la città, piazze, chiese e caffè storici: palazzo Gopcevich – oggi sede del Museo Teatrale Schmidl e della Fototeca dei Civici Musei, palazzo Carciotti, piazza Ponterosso, piazza Sant’Antonio, sorta sulla parte interrata nel 1934, la chiesa Serbo Ortodossa di San Spiridione e la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, e lo storico Caffé Stella Polare.

Il Canale era originariamente attraversato da 3 ponti, un tempo girevoli per permettere l’entrata dei bastimenti (ponte bianco, ponte rosso e ponte verde), di questi oggi rimane solo il Ponte Rosso. Recentemente è stata realizzata anche una passerella pedonale – Passaggio Joyce o Ponte Curto – così chiamato dalla città per un presunto errore di misurazione della larghezza. In un momento di goliardia alcuni spiritosi cittadini hanno simulato pure un tiro alla fune per avvicinare le due sponde del canale.

Da Discover Trieste, Cose da fare / We Are Trieste / Canal Grande

 

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La statua di Joyce

Sul Ponte Rosso è stata posizionata nel 2004 la statua di James Joyce (realizzata dallo scultore triestino Nino Spagnoli in occasione del centenario dell’arrivo di Joyce a Trieste), ed è infatti proprio in piazza Ponterosso che si affaccia il palazzo sede della Berlitz School fondata dallo scrittore irlandese.

Itinerario Joyce

Se avete piacere di fare un giro alla scoperta di Trieste seguendo qualche itinerario, sfruttare gli itinerari di Joyce potrebbe essere molto interessante perché permettono di scoprire gran parte dei luoghi più suggestivi della città ma anche quelli meno usuali anche per i triestini stessi.

Sul sito del Museo dedicato a Joyce potrete trovare mappe e spunti facilmente consultabili su ben 21 punti di interesse cittadino.

http://www.museojoycetrieste.it/itinerario-joyce/

 

 


Le meravigliose tavole di Fabrizio Di Nicola, in arte Pluc, ci accompagneranno in questa fantastica edizione 2016, con Bruce alla scoperta della nostra splendida Trieste!

● BIO: Fabrizio Di Nicola e Marco d’Angelo sono rispettivamente, disegnatore e sceneggiatore di Bruce Springsteen – Spiriti nella notte, una biografia a fumetti di Bruce Springsteen, il boss della musica rock. Una cavalcata attraverso la sua vita, i suoi successi e i suoi momenti bui; una scorrazzata attraverso le strade del New Jersey, tra corse automobilistiche e locali fumosi.

● QUANDO: Non solo i suoi fumetti –  sabato 23 aprile alle 15:00, ci sarà la presentazione del libro presso lo Stabilimento Ausonia

 

Bruce a Trieste: tra Scala dei Giganti e i vicoli di città vecchia

Continua questo nostro giro alla scoperta di Trieste assieme al nostro amatissimo Bruce uscito dalla penna di Pluc!

Forse un po’ di malinconia ha momentaneamente preso il sopravvento sulla band imboccando questa scalinata decisamente suggestiva che porta al colle più famoso di Trieste, San Giusto col suo castello, la Cattedrale e il complesso di resti romani. Una scalinata un po’ bistrattata dai classici giri in città per la sua posizione, ma che rimane un interessante punto di osservazione per una passeggiata attraverso la città.

Scala dei Giganti, Trieste, Calling the boss, Biagi

La Scala dei Giganti

è un opera in stile neoclassico, posta tra Piazza Goldoni e Via del Monte, eretta tra il 1905 e il 1907, sale al colle di Montuzza ed è opera degli architetti Ruggero e Arduino Berlam [A questo stesso architetto dobbiamo moltissime altre opere cittadine molto più conosciute, tra cui la Sinagoga e il Faro della Vittoria]. La scala è un susseguirsi di archi, scalinate, rampe, zampilli d’acqua e richiami alla natura carsica della città.

Scala dei Giganti, Trieste, Calling the boss, Biagi

 

Arte e letteratura tra i vicoli di città vecchia.

A differenza di maggior parte delle città italiane, a Trieste non fiorì né il Rinascimento né il Barocco e il cuore della città è costituito dal borgo medioevale, un piccolo universo mercantile che dialoga con la città moderna voluta dall’Impero Austroungarico dopo la pace con i Turchi nel 1717.

È da allora che un piccolo borgo di pescatori, in continuo conflitto con la vicina Venezia, comincia a diventare importante per l’Impero Austroungarico che, non senza momenti difficili e contraddittori, lo trasformerà in una grande città.
Particolarmente interessante risulta allora quest’itinerario tra i vicoli di città vecchia, che abbraccia la città romana con l’arco di Riccardo e il borgo medioevale, come piazzetta Trauner, sede del primo ghetto ebraico.
E poi alcuni esempi neoclassici come la deliziosa chiesetta anglicana e la bellissima Rotonda Pancera.
Infine la città ottocentesca con i palazzi dei commercianti triestini come la residenza del barone Revoltella, le sue istituzioni pubbliche, come la palestra Cobolli e palazzo Biserini, sede del museo di storia naturale e della biblioteca civica. Infine alcuni esempi di architettura liberty, come le case Mosco. 

Un percorso storicamente ricco di suggestioni e di angoli pittoreschi, sospeso tra i vicoli e le piazzette della città medioevale e i più ampi spazi della città moderna.
Un percorso non solo architettonico, ma anche letterario, da accompagnare con i testi dei principali scrittori triestini come Saba e Svevo, oppure da coloro che, passando per Trieste, ne hanno fatto riferimento nei loro scritti, come Ivo Andric.

Da Discover Trieste, Cose da fare / Itinerari / Gli itinerari di ScopriTrieste / Tra i vicoli di città vecchia

 

 

La canzone da cui è tratta la vignetta l’avrete riconosciuta … è My hometown, ascoltiamola in questa versione con Clarence Clemons

 


Le meravigliose tavole di Fabrizio Di Nicola, in arte Pluc, ci accompagneranno in questa fantastica edizione 2016, con Bruce alla scoperta della nostra splendida Trieste!

● BIO: Fabrizio Di Nicola e Marco d’Angelo sono rispettivamente, disegnatore e sceneggiatore di Bruce Springsteen – Spiriti nella notte, una biografia a fumetti di Bruce Springsteen, il boss della musica rock. Una cavalcata attraverso la sua vita, i suoi successi e i suoi momenti bui; una scorrazzata attraverso le strade del New Jersey, tra corse automobilistiche e locali fumosi.

● QUANDO: Non solo i suoi fumetti –  sabato 23 aprile alle 15:00, ci sarà la presentazione del libro presso lo Stabilimento Ausonia

 

Interviste brevi ai protagonisti: Fiore

 

1. Che concerto porti al Trieste Calling The Boss 2016?

Al momento non ho una band e lo spettacolo che porterò sarà sicuramente chitarra e voce. Non sono un’assidua ascoltatrice di Bruce, ma in questo ultimo periodo ho avuto l’opportunità di scoprire canzoni che con naturalezza sono riuscita ad adattare al mio modo di suonare (non me ne vogliano i fan di Bruce più accaniti e puristi).

 

2. Cosa ti aspetti da questo festival e perché il pubblico non dovrebbe perderselo?

Ho partecipato a questo festival solo una volta dall’altra parte del microfono, tra il pubblico. So già cosa aspettarmi come spettatrice, ma come musicista non lo so ancora; quello che so con certezza è che sarò molta emozionata.

 

3. Piccolo spazio promozionale: puoi usarlo per raccontarci una novità della tua attività musicale.

Al momento sto facendo qualche concerto a Trieste per sperimentare e affinare lo spettacolo live e le mie canzoni e, non appena uscirà il mio CD, sicuramente girerò un po’ di più per presentarlo anche fuori dalla mia città. Nell’attesa di finire le registrazioni, mix e master, ho fatto una live Session nello studio PaloAlto a Trieste registrata da Matteo Bognolo (aka Matteo E. Basta) che ho a disposizione ai miei concerti.

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