Bruce a Trieste: un tuffo al Pedocin!

È stato avvistato il Boss in città!
A quanto pare sta scorrazzando per Trieste … nei fumetti di Pluc! 😀

Oggi Bruce, nonostante l’aria sia appena primaverile e il sole sia velato, ha fatto una capatina in pausa pranzo a prendere il sole al mare, come fanno i triestini. Ha chiesto informazioni per un posto che non fosse troppo in vista … a quanto pare gli è stato indicato in un posto un po’ speciale per i Triestini: El Pedocin!

Per chi non lo conoscesse già per fama, il bagno pubblico Lanterna, conosciuto amichevolmente come El Pedocin, è periodicamente al centro delle cronache curiose di mezzo mondo. Progettato a fine ottocento e inaugurato nel 1903, la “Lanterna” è l’unico stabilimento in Europa ad essere ancora diviso per uomini e donne (con bambini fino ai 12 anni).
Grande motivo di stupore per i non locali che davanti a tale separazione spesso di primo impatto inorridiscono sconcertati, ma non fanno i conti con l’aperta mentalità fortemente radicata a Trieste. Dovete, invece, quel muro non lo vorrebbe far abbattere assolutamente nessuno, anzi a sua difesa si erge forse l’unica profonda unanimità cittadina.

“Il motivo per cui i triestini sono così tanto legati a questa divisione secondo molti non è quello che si potrebbe immaginare: non è una questione di “bigotteria” (parola che loro stessi usano quando tentano di spiegare perché quel muro è così importante) ma al contrario di libertà. La divisione della spiaggia per sessi – di una sola spiaggia, peraltro, dentro un’offerta generale di spiagge aperte a tutti – sarebbe banalmente una possibilità in più per i bagnanti di fare quello che vogliono.” 

Da Il Post, 3 agosto 2015


Ognuno può liberamente esibire tutti i difetti fisici, e veder abbattuto qualsiasi eventuale pudore sia da una parte che dall’altra del muro … e chiacchierare in santa pace! Per stare assieme c’è sempre tempo e spazio, già a due passi dall’ingresso quando le coppie spesso si ritrovano a bere una bibita fresca o mangiare un gelato, per poi tornare a godersi le amiche da una parte e gli amici dall’altra. Il modo migliore per raccontarvi questo luogo è lasciar parlare immagini e parole.

Il testo qui di seguito è tratto dal progetto fotografico “Pedocin” di Alba Zari e Sharon Ritossa, che va ad indagare questo spazio unico attraverso le immagini.  > Pedocin

“Uno stabilimento balneare diviso tra uomini e donne in pieno centro a Trieste. Una casta tradizione nata sotto l’Impero Asburgico, che ha resistito nel tempo, nonostante i cambiamenti di bandiera (della città) e della morale (dei cittadini). La popolarità de “La Lanterna”, chiamato affettuosamente “Pedocin” dai triestini, mette in luce ancora una volta la proverbiale bizzarria degli abitanti del capoluogo giuliano. In tempi in cui la spiaggia è teatro per eccellenza di sensuali giochi di sguardi tra uomini e donne, i rossoalabardati preferiscono la divisione, la tranquilla familiarità della compagnia maschile per i maschi e femminile per le femmine.
Il progetto fotografico ha come tema centrale il dualismo: due fotografe (donne) si avventurano in uno spazio diviso da un muro. A separare i due settori, più invalicabile del muro di mattoni, vi è quello delle differenze di genere: le donne, finalmente libere dall’asfissiante necessità di apparire belle ed attraenti per la controparte maschile, si fanno sorprendere da scatti rubati, ma non a sbirciare di nascosto cosa accade dall’altra parte.
Gli uomini, invece, ravvivati dalla cameratesca compagnia maschile, scrutano spesso e volentieri l’orizzonte rosa da cui li separa una cortina di sovietica
memoria, posando a proprio agio di fronte alle sole donne a cui è stato concesso l’ingresso: le giovani fotografe. Le signore del Pedocin divengono oggetto dello sguardo, i signori soggetto.
Il dualismo degli spazi, delle dinamiche sociali ed emotive, del binomio soggettività/oggettività, non po- teva non ripresentarsi anche nella tecnica fotografica. Due i mezzi utilizzati: da un lato, una fotocamera digitale, piccola, discreta, in grado di riprendere agilmente l’istantaneità, il momento. Dall’altro
una macchina fotografica analogica, grande, pesante, che costringe a lunghi tempi di sviluppo e stampa, rendendo necessario un approccio ai soggetti più
diretto e paziente. “Posso farle una foto?” è il fulmine a ciel sereno che squarcia la tranquillità di chi credeva di potere passare una giornata senza preoccuparsi di come apparire. In tempi di immagini sempre più banali e standardizzate, la fotografia torna ad essere un punto di rottura.”

Un altro estratto breve da un post di una “frequentatrice tipo”:

“Guardandomi attorno ho constatato che era tutto come sempre. Come lo scorso anno, come l’anno precedente ancora e probabilmente come cento anni fa…. Io forse un po’ più grassa e flaccida, ma vabbe’, fa niente, sono in buona compagnia.
Mamme con bambini, anziane signore già perfettamente abbronzate, nonne, bisnonne, studentesse_ le si riconoscono dal pallore e dai libri che si portano dietro pensando, come ho sempre fatto anch’io quando ero all’università, che si possa studiare anche per osmosi_ prof. , commesse, avvocati, notai…. di tutto e di più.

Tutte spogliate dei vestiti e delle loro sembianze sociali, tutte uguali e sullo stesso piano, per un’ora o una mezza giornata sotto il sole e davanti al mare. Questo è il bagno “La Lanterna”, il cosiddetto “pedocin“, stabilimento balneare unico in Italia su oltre 7.000 km di costa, a 500 metri dal centro di Trieste.”

Tratto da: http://www.goodmorningtrieste.it/il-pedocin/, breve racconto !


Le meravigliose tavole di Fabrizio Di Nicola, in arte Pluc, ci accompagneranno in questa fantastica edizione 2016, con Bruce alla scoperta della nostra splendida Trieste!

 

● BIO: Fabrizio Di Nicola e Marco d’Angelo sono rispettivamente, disegnatore e sceneggiatore di Bruce Springsteen – Spiriti nella notte, una biografia a fumetti di Bruce Springsteen, il boss della musica rock. Una cavalcata attraverso la sua vita, i suoi successi e i suoi momenti bui; una scorrazzata attraverso le strade del New Jersey, tra corse automobilistiche e locali fumosi.

● QUANDO: Non solo i suoi fumetti – ci sarà la presentazione del libro, sabato 23 aprile alle 15 – Stabilimento Ausonia

 

DAVIDE VAN DE SFROOS

 

Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, è un cantautore e scrittore nato a Monza e cresciuto sul Lago di Como, il cui nome d’arte rappresenta una tipica espressione del dialetto tremezzino (o laghée) traducibile con “vanno di frodo”. In quindici anni di carriera musicale solista, ha pubblicato sei album di inediti, ha recentemente ricevuto il Premio Maria Carta e ha vinto due volte il Premio Tenco: come “Miglior autore emergente” nel 1999 e come “Migliore album in dialetto” nel 2002. Si è classificato quarto alla 61ª edizione del Festival di Sanremo con “Yanez”, brano scritto e cantato in dialetto tremezzino che ha dato il nome al quinto album, il cui successo ha fatto registrare il secondo sold out al Mediolanum Forum di Assago. Nel 2014 è uscito l’album in studio “Goga e Magoga”, che è arrivato al secondo posto della classifica FIMI/GfK dei dischi più venduti in Italia. La raccolta “Best of 1999-2011” è stata certificata disco d’oro. Ha partecipato lo scorso dicembre a una data italiana del Light of Day Benefit Tour dove ha portato una particolare versione della canzone di Springsteen “The ghost of Tom Joad” in dialetto.

MD’S QUARTET

Il quartetto è un progetto musicale del cantante professionista Massimo Devitor:
Massimo Devitor – Voce, Bodhran;
Giulio Scaramella – Pianoforte;
Francesco Zanin – Chitarra;
Gian Andrea P. Garancini – Cajon.
In questa edizione accompagnerà Soul Circus Gospel Choir.

THE MAMA BLUEGRASS BAND

 

Strumenti acustici tipici dei vecchi blues americani delle origini, come violino e banjo, affiancati da un groove moderno e ritmato dato da chitarre elettriche, basso e batteria, sono il marchio di fabbrica che da sempre caratterizza la Mama Bluegrass Band e i suoi concerti live in tutta Europa. La band muove i suoi primi passi nel 2006, rimangono letteralmente folgorati dall’uscita di «We Shall Overcome: The Seeger Sessions»; album che, insieme ad altre pietre miliari della produzione di Springsteen, diventa lo spunto per intraprendere un percorso musicale che porterà il suono e la musica della Mama Bluegrass Band ad evolversi rapidamente. Nel 2014 il primo album interamente composto da canzoni originali: «Living in a B Movie». Buscadero afferma che “la loro grinta, classe e passione nel recuperare quei suoni old-style che tanto sono tornati di moda negli USA dell’ultimo quinquennio, sbancano qualsiasi tentativo di contenimento, e spaziano nel mondo musicale americano con perizia degna degli autoctoni”. «Dogs for bones» è il nuovo disco in uscita a marzo, completamente composto da brani inediti, dove le sonorità si fanno ancora più rock, segno di un’evoluzione continua che da sempre caratterizza il percorso e il suono della band. Preparatevi a cantare, ballare o anche solo a tenere il tempo, la festa sta per iniziare!

SOUL CIRCUS GOSPEL CHOIR

 

Per la prima volta con noi! Il coro Gospel Soul Circus è un poliedrico ensemble vocale costituitosi a Ronchi dei Legionari nel 2002, intorno alla figura carismatica del proprio direttore, Massimo Devitor, con l’intento di celebrare la musica gospel classica, lo spiritual, la musica tradizionale africana e non solo. Il motore della formazione è senza dubbio la passione per la musica e il canto, che riesce ad accomunare coristi diversi per età, esperienze musicali e formazione. Massimo Devitor, cantante professionista si dedica alla cura sia delle singole voci, sia dello stile proprio dell’interpretazione Gospel, che consente ai coristi di esprimersi non solo con la voce, ma anche con il corpo e la mente. Giunta al quattordicesimo anno di attività, la Formazione Corale Gospel Soul Circus si distingue nettamente dall’inflazionato gospel contemporaneo, fatto di tuniche e basi preregistrate e rimane fedele al proprio progetto originario di riportare le sonorità all’anima (appunto Soul) della musica nera. Dal 2012 il Soul Circus Propone l’ambizioso ed energetico progetto “C’era una Volta… 40 Anni di Black Music”, una rivisitazione dei classici della musica Black and Soul degli ultimi 40 anni in chiave corale, con l’ausilio di band ed ensemble di fiati. Sempre nel 2012 il coro si cimenta anche nell’appoggio al lavoro di una rock band, per proporre un innovativo connubio tra Gospel e Rock. Nel 2016 il Soul Circus continua la propria attività nell’ottica di ricordare che il ritmo sarà sempre riconducibile al battito di un cuore e dove c’è un cuore che batte c’è musica e la musica è gioia per l’anima

MAURO DE NICOLA

 

Padovano e artisticamente impegnato col suo progetto “In rock acustica” nato dalle “ceneri” di due diversi progetti acustici portati avanti in questi anni (Johnny99 Tributo a Bruce Springsteen & Dr Rock tributo ai grandi maestri del Hard&Rock), fondendo le caratteristiche di entrambi in una sola proposta musicale. Voce, chitarra e armonica.. e grandi pezzi.

NASTY MONROE

 

I Nasty Monroe nascono a Trieste nei primi mesi del 2014. Hanno esordito con un ep intitolato “Details of a Violence” registrato e mixato al Track Terminal Studio, disponibile in vinile e in digitale. I componenti sono di età compresa tra i 20 e i 25 anni ma con le idee chiare in campo musicale: Simone Sgarlata alla voce, Jeff Sheridan alla chitarra, Mathias Butul alla batteria (suona anche nei Brazos Black Suit Trio) e Marco Curatolo (già con Shock Rocket, formazione glam rock slovena) al basso. Si dichiarano influenzati dal blues e dai classici del rock anni ’60 – ’70. Tra le ispirazioni: Bowie, T. Rex, Iggy Pop, Hanoi Rocks, Mötley Crüe, Stone Temple Pilots. Il 2016 si è aperto con una mini tournée croata per i Nasty Monroe e l’uscita di un nuovo videoclip. In un’intervista de Il Piccolo Jeff Sheridan spiega il significato del nome: «Si riferisce alla dicotomia delle cose, ci siamo immaginati una Marilyn Monroe lontana dal suo stereotipo di ragazza copertina anni ’50, ispirandoci ad una versione più intima e sincera, problematica e dannata, “nasty”. Le cose non sono mai come sembrano».

GABRY & MONTE

 

Gabriella Vatti inizia a cantare alla Scuola di Musica 55 di Trieste. Con Andrea Monterosso rielabora alcuni dei loro pezzi preferiti con un’impronta personale e creativa. Il feeling cresce fino a quando alcune musiche e poesie di Gabriella, rimaste nel cassetto fino a quel giorno, diventano canzoni. Monterosso ha studiato violino presso il conservatorio G. Tartini di Trieste, inoltre ha studiato chitarra (classica, acustica ed elettrica). Si è cimentato in vari progetti, dall’hardcore, metal, southern rock degli Sloth Machine alla irish music dei Wooden Legs, con cui ha realizzato due cd.

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